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Facebook & Loyal3, l’app che renderà la finanza democratica?

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Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Facebook sta regalando un primo quadrimestre 2012 di sorprese eccezionali. La conversione totale alla timeline, i nuovi servizi adv, l’acquisizione di Instagram per la cifra fenomenale di un miliardo di dollari per una start-up che dopo due anni vede la lancetta revenue ancora praticamente ferma sullo zero.

La notizia di oggi però è una vera e propria bomba per i mercati finanziari: dal prossimo giugno su Facebook le società potranno infatti vendere le proprie azioni direttamente dalla propria fanpage, senza necessità di intermediazioni e nè di commissioni. Soli tre click e l’utente investitore potrà acquistare i titoli, in pacchetti minimi da 10 dollari.
L’idea si rivolge principalmente ai piccoli azionisti, lo scopo è creare un massa di consumer-investor che anche se con limitazioni siano liberi di poter, dicono i vertici dell’operazione, sostenere non solo virtualmente i propri lovemark.

Loyal3, una startup come al solito made in california, con mission la democratizzazione del mercato azionario attraverso l’apertura delle porte della Borsa a investimenti alla portata di tutti, è la mente dietro alla piattaforma di trading azionario che da giugno aprirà i battenti sul social di Zuckerberg. Loyal3 in pratica ha adattato la sua piattaforma, già accessibile dal suo sito internet, trasformandola in una applicazione accessibile dalle pagine del social network. Chris Kelly, direttore di Loyal3 da cinque anni chief privacy officer sotto Zuckerberg, ha dichiarato che “Per molti versi si tratta di un’evoluzione del bottone “like””.

Il meccanismo dietro alla app di micro-finance è molto semplice, proprio allo scopo di render l’investimento realmente alla portata di tutti, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Essenzialmente l’utente potrà fare acquisti minimi di dieci dollari, o comunque per pacchetti di azioni solo multipli di dieci, con un abbonamento fisso mensile alla piattaforma di 10, 25 o 50 dollari (essenzialmente le commissioni ora sono un abbonamento?).
Il sistema anche se ancora non fa paura, comincia a preoccupare i broker di Wall st., infatti essenzialmente, grazie a questa app si aggirerebbe l’attuale struttura di contrattazioni e di commissioni nel chiaro tentativo di trasformare gli utenti in piccoli azionisti.
Da Palo Alto ci tengono ovviamente a precisare che nulla è volto a favorire speculazioni, infatti un limite rigoroso di 2.500 dollari di investimenti mensili esclude dal gioco i daytrader come anche l’investitore medio individuale. Inoltre la società Loyal3 garantisce l’assoluta liquidabilità dell’investimento in qualsiasi momento in unica soluzione.

Il Ceo di Loyal3 Barry Schneider (nel video al lancio NASDAQ), famoso tra gli esperti del settore per il suo punto di vista sui mercati, ritiene l’azionariato diffuso una vera e propria missione, tanto da definirla un’attuazione di “Occupy Wall Street”. Scheneider spiega alla stampa che attraverso questo tipo di operazione viene offerta la possibilità di “occupare Main Street” sostenendo inoltre che “La proprietà cambia la prospettiva di ciascuno”, riprendendo il celeberrimo mantra del grande economista Lawrence Henry “Larry” Summers, secondo cui “non è mai successo nella storia che qualcuno abbia lavato l’auto, se è a noleggio”.

Secondo l’idea di Schneider quindi, le aziende avranno tutto l’interesse a trasformare in azionisti i propri consumatori, spiega il Ceo sul sito di Loyal3 citando poi uno studio di Bain & Co. secondo il quale la lealtà di azionisti-consumatori è molto più elevata e di valore, in quanto sono meno portati a lucrare ai danni dell’azienda e sono statisticamente più motivati verso l’investimento.

Loyal3 ha messo a punto un modello specifico per democratizzare anche le Ipo (Initial Public Offering, ovvero un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato), aprendole a tutti.

Al momento NASDAQ ha annunciato l’intenzione di abbracciare la piattaforma Loyal3 e promuoverla come modo per le società quotate di raggiungere un pubblico più ampio d’investimento. Ma, le notizie sono contrastanti, sembra infatti che in nottata un portavoce di NASDAQ abbia contattato il Wall Street Journal riverendo che: “Non esistono più rapporti con Loyal3.”.

Riferendo inoltre che a quanto pare la resistenza da parte di alcuni componenti chiave della borsa, i grandi broker al dettaglio, vedono Loyal3 come un concorrente. La notizia lascia spazio a dubbi comunque, dato che la piattaforma non sembra lontanamente competere sul mercato dei daytraders o degli investitori medi individuali.

L’obiettivo sembra piuttosto quello di ampliare la possibilità delle persone che oggi sono in gran parte chiuse a questo tipo di mercato perché il settore di intermediazione insiste su un tipo di tariffazione delle transazioni non affrontabile da un piccolo risparmiatore. Fortunatamente, la battuta d’arresto non può schiacciare il progresso della Loyal3. Diverse sono le aziende che si dicono interessate ad unirsi alla piattaforma per avvicinarsi ai propri clienti. Da anni si sente parlare di come rendere più appetibili gli investimenti diretti al cittadino medio. Che Loyal3 sia la soluzione?

Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Classe 83. Nato a Treviso e laureato in Scienze delle Comunicazioni di Massa all'Università di Padova con un master in Digital Marketing & Communication, lavora come Marketing & Communication Manager. Bastian contrario per filosofia ama guardare sempre all'opposto di ogni affermazione, legge o trend perchè nulla non può essere messo in discussione e tutte le medaglie hanno il loro rovescio. Sito personale: Alvise Comin

Beati i Commentosi, perché troveranno Risposta! (Dal Social Vangelo secondo Mark 5,1-7,28)
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