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Fracomina e la donna in evoluzione?

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Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Se è vero che un’immagine, a volte, è più eloquente di mille parole, guardate queste:

Sono solo alcuni degli scatti e dei relativi claim della nuova campagna pubblicitaria affissioni di Fracomina, nota casa di moda partenopea, che da qualche tempo sta facendo parlare di sè, dopo aver fatto indignare autorità locali, religiose e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanardi che ha chiesto l’intervento del Gran Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria e quello del Presidente dell’Agcom. Giusto per la cronaca ricordiamo che a Brindisi e a Gallipoli alcune immagini sono state censurate e Napoli è insorta dopo essersi svegliata tappezzata da cartelloni così provocanti. Anche la città eterna non è stata esente dall’invasione delle modelle ammiccanti di Fracomina e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha emesso un’ordinanza in base alla quale si devono “coprire o rimuovere” i due maxi poster che ritraggono Maddalena e Maria (per i chiari riferimenti religiosi) posizionati su due condomini della periferia. La rete, dal canto suo, non ha omesso di dire la propria attraverso i social media e i blog.

Dopo aver visto immagini del genere e aver fatto una rapida ricerca su internet, sono andata a leggere sul sito della casa di moda incriminata cosa abbia ispirato la nuova strategia di marketing e di comunicazione e scopro che la nuova campagna si chiama “La donna in evoluzione di Fracomina” di cui vi riportiamo il testo integrale che vi invitiamo a leggere con attenzione:

“I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E’ un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al “gentil sesso”.

Dall’intramontabile binomio di “bella e cretina” a quello, in senso opposto, di “brutta e intelligente”, la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché.

Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) “disponibile”, così come un’affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E’ proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l’attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati. Ci troviamo, quindi, di fronte a una donna in evoluzione. Si strizza l’occhio, a voler semplificare, verso quelle donne che hanno il coraggio di essere se stesse, verso quelle donne che hanno cuore, cervello e attributi, verso quelle donne che rispettano il proprio corpo fino al punto di avere l’audacia di mostrarlo, verso quelle donne consapevoli che esprimere la propria femminilità non è un peccato. Donne evolute, quindi. Da questa idea ben precisa nasce Fracomina woman evolution. Una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso. Si auspica una società nella quale le donne, che hanno il coraggio di essere se stesse, non debbano essere definite femministe ma solo donne. Donne che lavorano e sono mamme, che non si vergognano di essere anticonvenzionali o di essere convenzionali. Donne che scelgono.

Per combattere i luoghi comuni ed entrare finalmente in un’epoca di reale evoluzione.”

L’ho letta e riletta, mentre scrivo seguito a farlo… La confronto con le immagini di queste bellissime modelle… Non c’è polemica e giudizio, semplicemente non la comprendo… C’è qualcosa che non mi convince, mi infastidisce quasi… anche se di primo acchitto sembrava persuasiva… Sarà forse perché si parla di par condicio, quote rose, diritti violati, mercificazione del corpo femminile (temi scottanti e seri tra le altre cose) dominato da un maschilismo “latente e patente” a cui una donna in evoluzione e che sceglie risponde mostrando le proprie fattezze conturbanti, quasi a dire, parafrasando un famoso slogan “il corpo è mio e me lo gestisco io”?! Oddio, spero di no… troppo scontato… Non ci eravamo già evoluti in questo senso? Sarà forse perché quando si parla di donne consapevoli della propria femminilità, rispettose del proprio corpo e fiere di mostrarlo, donne che sono madri e non si vergognano di essere se stesse, non ritrovo tutto ciò nelle immagini raffiguranti modelle filiformi, belle, giovanissime e sensuali con uno stacco di coscia pari alla mia altezza (1,60 mt scarsi… i miei, ovviamente)? Vi ricorda qualcosa o qualcuno di attualmente triste questa descrizione? A me purtroppo sì ed è davvero un penoso cliché. Perché a questo punto, se veramente si voleva parlare di una donna in evoluzione non prendere come testimonial donne vere, reali che ogni giorno conciliano lavoro e famiglia e sono in grado di esprimere la propria femminilità, indipendentemente che indossino una minigonna o un pantalone? Certo questo avrebbe richiesto un grande sforzo di creatività e fantasia… ma le agenzie non si pagano anche per questo motivo?

Tempo fa Dove, brand del portfolio Unilever, fece una scelta del genere e fu ampiamente ripagato dalla gente e pluripremiato dalla critica.

Forse la visibilità non sarebbe stata immediata come in questo caso, ma mi chiedo… dopo tutto questo polverone alzato, in che modo verrà fidelizzata la clientela? Come verrà mantenuta la promessa iniziale? Ai posteri l’ardua sentenza.

Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Beati i Commentosi, perché troveranno Risposta! (Dal Social Vangelo secondo Mark 5,1-7,28)
5 Comments
Monica Franco

13 settembre 2011 09:01 Rispondi

Mi aspetto di leggere su quei cartelloni…
“SONO RUBY, SONO GIOVANE, GNOCCA E INDIGNATA”.

Condivido tutta la perplessità Antonella, e mi ritrovo perfettamente nelle tue parole.

E mi vien da pensare a quella orribile “battuta” che ieri è stata fatta sulla …Merkel, da chi, puoi immaginarlo da sola.

Magnifica questa…evoluzione, eclatante veramente…
Qualche volta ho pensato che avrei voluto… cambiare pianeta, ora penso che ci voglio spedire qualcun altro.

Maria Rosi

13 settembre 2011 21:15 Rispondi

Buonasera a tutti. Mi chiamo, Maria. Non sono vergine, ho una forte spiritualità, ma non mi sento minimamente rappresentata dal modello di femminilità di Fracomina! Anzi…

Andrea

13 settembre 2011 21:18 Rispondi

La pubblicità della DOVE me la ricordo e mi piaceva, era bella, era vera, erano donne come quelle che si incontrano in giro e non alle sfilate.
Erano le nostre colleghe, le nostre vicine di casa, le nostre fidanzate, le nostre sorelle, erano donne vere e non patinate.
Erano donne belle, simpatiche, morbide, allegre, erano le donne che noi sposiamo, le amiche che tutti cercano.
Le donne belle piacciono a tutti ma quelle vere convincono.

    Monica Franco

    13 settembre 2011 22:48 Rispondi

    “Le donne belle piacciono a tutti ma quelle vere convincono”.

    Bella.

Monica Franco

14 settembre 2011 22:04 Rispondi

Ho scritto qualcosa su questo:
http://www.ilcervello.it/blog/2011/09/le-donne-belle-piacciono-tutti-ma-quelle-vere-convincono
grazie Andrea, il titolo è…tuo.
have a good night!

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