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iBeacon, Super Bowl e il futuro del Marketing on spot

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Il Super Bowl è l’evento mediatico per eccellenza negli Stati Uniti, tra i più seguiti in tutto il mondo. L’ultima edizione, per capire di che numeri si parla, è stata vista in media da 111,5 milioni di spettatori.

La partita è contornata da una serie di esibizioni a dir poco esagerate in pieno American Style. Per farsi un’idea basta vedere l’Half Time live di Bruno Mars con comparsata dei Red Hot Chili Peppers e fuochi d’artificio come se piovesse. Gli stessi spot diventano una parte vivente della serata e i marchi che hanno pagato cifre enormi per accaparrarseli – circa 4 milioni di dollari per 30 secondi – cercano di sfruttare al massimo con pubblicità sempre originali o di forte impatto emotivo. Alcuni esempi?

Dunque, quale momento e luogo migliore poteva esserci per testare una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo di fare advertising?

Tale tecnologia è costituita da un prodotto lanciato da Apple nei suoi store lo scorso dicembre, chiamato iBeacons. Delle piccole trasmittenti che, installate nei negozi, sfruttano il segnale bluetooth smart introdotto con lo standard 4.0, per inviare messaggi informativi basati sulla geolocalizzazione dell’utente.

ibeacon schema

Una volta entrati negli Apple store, ad esempio, se in possesso di un supporto con iOS7 e dell’app apposita, si riceve un piccolo alerts di benvenuto. Questo è solo il primo di una serie di messaggi automatici, inviati al cliente durante la sua esperienza in negozio. In questi alerts sono contenute informazioni sui prodotti posti negli scaffali attorno alla posizione dell’utente, rilevata con estrema precisione grazie al bluetooh. I messaggi, al momento non troppo frequenti o invasivi, permettono una interazione a 360° con l’ambiente negozio.

Fino a pochi giorni fa gli iBeacons erano in fase di test esclusivamente nei negozi di Apple ma, come rivela Nick Wingfield del New York Times, col Super Bowl qualcosa è cambiato.

La NFL ha installato a Times Square e allo stadio MetLife di New York, luogo in cui si è svolto il match del Super Bowl tra Seattle e Denver, numerosi iBeacons. Gli alerts inviati a chi si è trovato in quei luoghi, al momento si limitano a segnalare news pratiche come l’ingresso più vicino o a promuovere vendite e offerte, ma questo sembra essere solo il primo passo verso un modo di fare e concepire l’advertising totalmente nuovo.

Le possibilità comunicative sono pressoché infinite: non solo informazioni in-store realative ai prodotti esposti ma anche l’opportunità di creare un contatto con persone che passeggiano al di fuori del negozio, allo scopo di attirarle all’interno. Una specie di vetrina formato alerts, insomma.

Nel suo articolo Nick Wingfield si mostra preoccupato dalla possibilità che questi messaggi diventino solo una nuova forma di spam, destinata ad intasare i nostri cellulari. Questo rischio in effetti esiste, anche se basterà non attivare le app apposite per non essere disturbati. Ma come si può non sottolineare gli enormi vantaggi che una tecnologia simile può portare anche in campi diversi da quelli strettamente pubblicitari e di advertising? Gli enti turistici di varie città, ad esempio, potrebbero creare una rete di iBeacons per segnalare informazioni utili ai turisti in visita permettendo una più facile fruizione delle attrazioni.

In ogni caso gli iBeacons hanno suscitato un fortissimo interesse e già nei prossimi mesi sono programmate decine di installazioni in una ventina di stadi di Baseball americani e in numerosi store (si parla di un centinaio) di Macy’s e American Eagle Outfitters.

Insomma pare che le possibilità di sviluppo degli iBeacons siano altissime, come sottolinea Manish Jha, il Mobile General Manager di NFL:

“The power of this is it really is able to connect the real world, the brick-and-mortar world, with the virtual world with a level of granularity that hasn’t existed before”

“Il potere di questa tecnologia è che è realmente capace di connettere il mondo reale, quello fatto di mattoni e malta, con il mondo virtuale ad un livello di granularità che non esisteva prima”

Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Dopo aver studiato Lettere e Scienze della Comunicazione tra Roma e Venezia entra nel campo della comunicazione digitale gestendo la campagna web-social di un importante festival musicale. Attualmente collabora con diverse associazioni culturali come social-media copy. Ama la letteratura ed il cinema, oltre a credere fermamente che il ritorno alla cultura sia l'unica via per far uscire l'Italia dal pantano.

Beati i Commentosi, perché troveranno Risposta! (Dal Social Vangelo secondo Mark 5,1-7,28)
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