Pensare new-age
Il pensiero new-age pone al centro delle sue meditazioni il rinnovamento della coscienza personale all’interno di una visione piena di stupore dell’universo.
Definire questo stupore ‘religioso’ è possibile, e i confini non sono quelli tracciati dalle religioni monoteiste.
In questa nuova sensibilità sembra operare un impulso visionario che abbraccia in un gesto solo tutto il pianeta Terra.
E’ una coscienza che ‘ascolta’ e che sa capire molte lingue diverse.
L’Arte può aiutare questa metamorfosi della coscienza a condizione che l’artista sappia delle sue intenzioni perché queste passeranno nella sua opera.
Non so di quale arte parliate, rispose Gurdjieff. Vi è arte e arte. Per cominciare ricorderò che vi sono due tipi di arte, l’arte oggettiva e l’arte soggettiva, l’una affatto diversa dall’altra. La differenza tra l’arte oggettiva e l’arte soggettiva consiste nel fatto che nel primo caso l’artista ‘crea’ realmente, fa ciò che ha intenzione di fare, introduce nella sua opera le idee e i sentimenti che vuole. E l’azione della sua opera sulla gente è assolutamente precisa. Quando invece si tratta di arte soggettiva, tutto è accidentale. L’artista non crea, in lui ‘qualcosa si crea da sé’. Ciò significa che un tale artista è in balia di idee, pensieri e di umori che egli non comprende e sui quali non ha il minimo controllo. Voi dite: un artista ‘crea’. Io riservo questa espressione per l’artista oggettivo. Ma voi non fate questa distinzione, che pure è immensa.
(da un discorso di G.I.Gurdjieff)
nota per il concerto del 21.6.1999, Discoteca di Stato, Festa della Musica



