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She++: solo le Donne Possono Salvare il Mercato dell’Ingegneria

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Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Ammettiamolo, in una ipotetica classifica dei lavori e percorsi di studi con minor quote femminili l’ingegneria informatica probabilmente sarebbe sola in vetta con un distacco da panico.

Non serve guardare molti numeri per rendersene conto, basta buttare un occhio a qualche gruppo di sviluppatori, dare un’occhiata ai team di coder dei big della Silicon Valley o notare semplicemente che gli studenti di Ingegneria Informatica di Padova vivono producendo ettolitri di bava nelle vicinissime aule studio di Psicologia (famosa per l’altissimo tasso di studentesse).

Ma non è solo questa la motivazione che ha spinto due studentesse di Stanford e l’università stessa a creare She++ (un gioco di parole tra She = lei e C++ il famoso linguaggio di programmazione). Il ragionamento è molto solido. Il mondo del lavoro negli Stati Uniti dovrà presto affrontare una grave carenza nel numero di lavoratori qualificati. Entro il 2020, infatti, le imprese degli Stati Uniti avranno bisogno di 1,4 milioni di scienziati informatici, ma, sulla base dei tassi di laurea di oggi, gli scienziati americani formati riempiranno a malapena il 30% di quei posti di lavoro. A contribuire è il basso numero di donne iscritte nei programmi di informatica, così due studentesse di Stanford hanno fatto loro lo scopo di cambiare questa situazione attraverso il progetto She++.

Anche se né Ellora Israni né Ayna Agrawal erano inizialmente iscritte ad indirizzi tecnico-scientifici dell’Università di Stanford, dopo un anno e mezzo sono entrambe passate a corsi di laurea tecnici. Col senno di poi, Ellora e Ayna si sono rese conto che era proprio la mancanza di modelli femminili nei settori tecnologici ad aver inizialmente provocato la loro esitazione ad iscriversi a corsi di informatica e programmazione software. Così, per incoraggiare altre giovani donne ad affacciarsi a questi campi e per favorire mentorships tra “femgineers” (feminine + engineers, ovvero ingegneri femmine) e studentesse del campo tech, Israni e Agrawal hanno creato She++. Quello che però era iniziato come una conferenza sulle donne nella tecnologia, con relatori donne da aziende leader come Google, Facebook e Dropbox, si è rapidamente evoluto in una vera e propria comunità che stimola e incoraggia le donne ad entrare nel campo dell’informatica.

 

Il documentario che spera di cambiare la forza lavoro del paese

Come parte di She++, Israni e Agrawal hanno prodotto un documentario omonimo che tenta di spiegare perché è così importante che le donne si uniscano al settore tech in numero sempre maggiore. Oggi, dopo oltre 100 proiezioni in più di 12 paesi, le fondatrici hanno pensato che fosse il momento di condividerlo con il mondo intero. A partire da ieri infatti, “She++: The Documentary” è disponibile in streaming su Vimeo in tutto il mondo. (qui sotto il Trailer)

Il documentario svela il disperato bisogno della nazione a stelle e strisce di ingegneri di sesso femminile. Infatti, anche se le donne costituiscono circa il 60% di tutti gli studenti universitari nel paese (numeri non poi distanti dalla realtà italiana che si aggira attorno al 55%), esse costituiscono solo il 20% del numero totale degli studenti di informatica (21% degli studenti di Ingegneria in Italia AA 2009-10).

“Se le donne fossero rappresentate proporzionalmente [nei dipartimenti di informatica], raddoppieremmo il numero di ingegneri informatici laureati ogni anno”

Afferma Jocelyn Goldfein, Direttore della divisione Engineering di Facebook, nel trailer del documentario.

“Sarebbe il minimo dato che contemporaneamente il numero di posti di lavoro nel settore triplica.”

Rosie the Riveter

Rosie the Riveter

Queste ragazze sono delle giovani pioniere e assieme al loro intento fanno tornare alla mente la famosa icona Rosie the Riveter (Rosie la Rivettatrice), icona culturale USA, che rappresenta le donne americane che lavoravano nelle fabbriche durante la Seconda Guerra Mondiale (gli uomini erano tutti al fronte).

Credo però fermamente che Israni e Agrawal non siano degli esempi per i soli Stati Uniti, ma credo che siano degli esempi anche per la nostra Europa e la nostra Italia. La situazione nostrana infatti non sembra essere poi così distante. Quindi, consiglio a tutti, ma soprattutto a tutte, la visione del documentario.

Non so se due giovani studentesse e una audace iniziativa come She++ basteranno per ritessere il tessuto della forza lavoro americana e addirittura occidentale. Ma spero che, anche non essendo probabilmente loro lo tsunami, possano essere il battito d’ali di farfalla che scatena lo tsunami e chissà che tra qualche anno parlando con un developer non debba sempre trovarmi difronte alla solita barba sfatta e ad enormi occhiaie da lemure, ma magari una giovane e brillante ingegnera e che magari un giorno da vecchio possa dire a mia figlia: “Sai che quando ero giovane quasi non esistevano donne ad ingegneria informatica, ma adesso rispiega al tuo vecchio come funziona tecnicamente questa nuova app!”.

Sharra e ti sarà Sharrato! (Dal Social Vangelo secondo Mark 6:38-48)
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Classe 83. Nato a Treviso e laureato in Scienze delle Comunicazioni di Massa all'Università di Padova con un master in Digital Marketing & Communication, lavora come Marketing & Communication Manager. Bastian contrario per filosofia ama guardare sempre all'opposto di ogni affermazione, legge o trend perchè nulla non può essere messo in discussione e tutte le medaglie hanno il loro rovescio. Sito personale: Alvise Comin

Beati i Commentosi, perché troveranno Risposta! (Dal Social Vangelo secondo Mark 5,1-7,28)
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