Social Indignados: a roma il dissenso e’ 2.0
Migliaia di stickers sui manifesti politici della Capitale. Un’attività di guerrilla per condividere il malcontento in maniera non convenzionale e sensibilizzare alla non violenza
Poco meno di un mese fa, Roma veniva messa a ferro e fuoco da una vera e propria azione di guerriglia urbana. Gli scontri tra indignati e polizia hanno paralizzato la città.. non senza conseguenze. Ma c’è chi esprime il dissenso in modo differente scegliendo di dare voce alla creatività piuttosto che alla violenza. Come? Con un’azione di guerrilla marketing in piena regola.
Le strade della Capitale, il 15 ottobre scenario di battaglia, diventano il mezzo più adatto a veicolare un messaggio ben preciso ma soprattutto per condividere il malcontento. Nella notte tra il 6 e il 7 novembre, alle migliaia di manifesti politici affissi in giro per la Capitale, sono stati aggiunti degli stickers che richiamano in tutto e per tutto il linguaggio dei social network.
“In momento storico così critico per il nostro Paese, il disappunto per la classe politica non ha colore – spiega Massimiliano Lupo, creativo e designer freelance, autore dell’azione Social Indignados – Non si schiera né a favore né contro un determinato partito ma esprime indignazione verso tutti. Quest’iniziativa vuole sottolineare anche come certi meccanismi e linguaggi, tipici del web e dei social network, siano così radicati da poter essere usati in maniera simbolica per condividere un messaggio forte come questo.”
La voce di protesta, infatti, si è materializzata in un DisLike che ricalca il celebre “Mi piace” di Facebook o in uno Shit This che invece twitta. In alcuni casi, a comparire è il classico messaggio di errore della rete (404 Page Not Found) con tanto di chiarimento: “Sorry but the page hasn’t been digested. Try Again… probably you’ll be lucky”.
L’azione di guerrilla battezzata Social Indignados rappresenta un mix tra Adbusting e Cultural Jamming. La scelta del territorio romano non è casuale. A pochi giorni dalle affissioni, l’autore rivendica la paternità della campagna virale sul suo blog di unconventional Shot – Mcn: “Il mio scopo è quello di sensibilizzare ad una forma pacifica di protesta – conclude Massimiliano Lupo – Lanciare una provocazione è sempre meglio che lanciare un sanpietrino, un’idrante o un lacrimogeno!”





