YouTube e il futuro della TV, riflettendo sulla battaglia che ci attende

youtube-tv-slider602x241

Sette anni sono trascorsi da quando il primo video di YouTube veniva postato e di acqua sotto i ponti ne è passata e parecchia da quel “Me at the Zoo” che oggi conta 6,6 milioni di view.

Oggi, ogni minuto vengono caricati 60 ore di video sul secondo motore di ricerca del mondo. La quantità è incredibile: 60 ore ogni minuto, 5 mesi ogni ora, 10 anni ogni giorno… Ogni mese vengono caricati su YouTube una quantità di contenuti superiori a quelli andati in onda sulle 3 più grandi emittenti americane (News Corp, CBS, Time Warner) nei loro 60 anni di storia.

Il tubo oggi può contare su 4 miliardi di pagine viste al giorno (oltre 1000 miliardi l’anno), 800 milioni di utenti attivi e 3 miliardi di ore di video viste ogni mese (= 340 mila anni circa). Tutti dati che 2 anni fa erano a malapena la metà.

Molti di noi dopo 7 anni e numeri come quelli elencati qui sopra potrebbero pensare che ormai il gigante video, di proprietà Google dal 6 ottobre 2006, sia vicino al suo apice. Non è così per Shishir Mehrotra (Google VP Product Management) che intervistata dal Time magazine dice:

“Se stessimo giocando una partita di baseball, non saremmo neanche al primo inning (tempo). Saremmo al riscaldamento.”.

YouTube infatti è in continua evoluzione e sembra che pian piano voglia sostituire la TV come media.

La TV negli ultimi anni sta vivendo in parte il suo momento peggiore: ascolti sempre più frammentati che costringono ad una produzione sempre maggiore di contenuti di nicchia per coprire i desideri degli spettatori, costi pubblicitari alti che attirano sempre meno investitori con budget sempre più bassi, adv con ROI bassi e spesso difficilmente calcolabili a fronte di ROI più precisi e ben più alti in media sulla rete. Infatti nell’ultimo anno la crescita degli introiti pubblicitari televisivi negli USA è di circa +8%, contro una crescita degli introiti da Video Streaming Online di +41%.

Questo si ripercuote sui mercati finanziari che tra il 2010 e il 2011 hanno visto crescere le quotazioni di Big G di quasi il 18% mentre i tre giganti TV USA hanno subito perdite di valore catastrofiche: News Corp -40%, CBS -15% e Time Warner -45%.

Ad oggi, Google TV (con YouTube come punta di diamante) non ha del tutto funzionato, infatti i principali proprietari di contenuti televisivi e le emittenti stanno bloccando l’accesso ai loro contenuti. Così sembra che Google stia per dedicare un centinaio di milioni di dollari alla creazione di propri contenuti per YouTube. Per il lancio sembra che alcune star di Hollywood stiano creando cortometraggi in collaborazione con il team di San Bruno. Questo, secondo molti, potrebbe essere il catalizzatore di una rottura nel consumo televisivo e concime per un forte spostamento verso l’on-line.

Le ragioni di questo sforzo economico sembrano essere principalmente 5:

1- I contenuti di qualità e originali di Hollywood attirerebbero un numero maggiore di utenti su YouTube e lo renderebbero più attraente come destinazione

2- YouTube Live (youtube.com / live) che oggi è in beta, consentirà la trasmissione video in diretta da parte di chiunque e questo porterebbe un enorme mole di emittenti televisive a riversarsi sull’online abbandonando gli enormi costi delle frequenze tv

3- Oggi giorno si sta sempre più affermando un consumo di contenuti più frammentati e più esperienziali, inoltre la cultura di consumo sta virando sempre più verso un approccio on-demand e una maggiore multimedialità oltre al possibile accesso da vari device come tablet e smartphone. I giovani di oggi saranno gli adulti di domani con soldi da spendere

4- I costi pubblicitari televisivi sono altissimi. La pubblicità online offre misurabilità che la tv non può offrire. I Brand saranno quindi certamente felici di spostare i loro investimenti su piattaforme che permettono una maggiore sicurezza nell’investimento

5- Google vuole diversificare il proprio flusso di entrate e i ricavi da pubblicità mirata in video che potrebbero essere quindi la prossima vacca da mungere.

Fino ad oggi si è sempre parlato principalmente di usare la TV per dare più forza al digital engagement o portare le persone sul web (interessante l’articolo degli amici di YDL in proposito). Ma il futuro sembra essere quello di un integrazioni più radicale con una TV che diventa digitale. Semplificando all’estremo possiamo dire che anche logicamente sembra più facile infatti portare le persone in un’altra stanza che in un altro palazzo in un altra zona della città.

Quindi, anche se negli ultimi tempi tutto fa pensare al contrario, ad esempio le varie YouTube Star che passano dal web alla TV come Clio MakeUp su RealTime o la recentissima voce che dà Dane Boedigheimer (il creatore di “Annoying Orange,”) vicino a firmare con una grossa emittente americana; molti sono i segnali che fanno pensare ad un futuro diverso, un futuro che vede la TV inglobata dall’online.

Pensiamo alla potenza e alla rinascita della TV nel momento in cui potesse passare online, adv specifiche per ogni singolo utente, completa accessibilità ai contenuti senza limiti di tempo o spazio, storytelling dinamici che permettono una fruizione attiva del contenuto con una esperienza ed un coinvolgimento dell’utenza altissimi; dati precisi di feedback e ROI; e molto altro ancora…

I nuovi mercati sono conversazionali e i vecchi media semplicemente sono nati per essere One to Many e non per partecipare ad una conversazione dinamica come la rete.

Un’altra dimostrazione del futuro inglobamento della TV nell’online la dà HULU, il servizio online dal 2007 creato da News Corp, CBS e Time Warner che offre “migliaia di ore di video di gran lusso, gratuite, finanziate dalla pubblicità”. In altri termini la guerra a YouTube e, quindi, a Google da parte dei 3 giganti della TV USA. Infatti, HULU nasceva nel 2007 proprio nel pieno delle grandi cause delle emittenti contro YouTube per la violazione dei diritti.

Dall’altra parte della barricata, Big G non sta con le mani in mano, oltre alla fresca notizia dell’accordo con MGM e Paramount che fa salire a oltre 10 mila i film su YouTube, il nuovo Content Manager Robert Kyncl, rubato di recente a Netflix, sembra stia facendo firmare decine di contratti a grandi autori televisivi e cinematografici per la produzione di contenuti dedicati a YouTube e questo inizia a preoccupare non poco i vecchi del tubo catodico.

In questo turbinio di notizie e possibili scenari, l’unica costante sembra però essere una: i tre più quotati per questa volata web-tv sono i soliti noti Google, Apple e Amazon. Il riscaldamento sembra stia per finire e le squadre sono calde e pronte a dare spettacolo.

 

Note sull'autore

Alvise Comin ha scritto76 articoli per Marketing Caffè – Marketing & ADV blog

Classe 83. Nato a Treviso e laureato in Scienze delle Comunicazioni di Massa all'Università di Padova con un master in Marketing e Comunicazione digitale, lavora come Digital Marketing Consultant freelance. Bastian contrario per filosofia ama guardare sempre all'opposto di ogni affermazione, legge o trend perchè nulla non può essere messo in discussione e tutte le medaglie hanno il loro rovescio.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Marketing Caffè
Marketing Caffè

è un blog collaborativo creato per discutere insieme di conventional e non conventional in ambito di marketing, comunicazione, pubblicità ed editoria.
Nasce dalla collaborazione tra professionisti del settore e formatori appassionati di Marketing Digitale, Unconventional, Guerrilla Marketing, Tech Gadgets, Web 2.0 e di tutto quello che accade nel mondo della comunicazione.

Copyright:

Tutti i contenuti di Marketing Caffè possono essere utilizzati da altre testate o siti internet, giornali o televisioni a patto di citare sempre marketingcaffè.com come fonte ed inserire un link o collegamento visibile a www.marketingcaffe.com oppure alla pagina dell’articolo.

In ogni caso, tutti i permessi relativi all’utilizzo dei contenuti pubblicati possono essere richiesti attraverso la pagina contatti.